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Green Economy

Tutto è cambiato. Inizia l’era del GreenVesting

Giorgio Mottironi

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Una volta tanto, qualcosa è cambiato per cambiare tutto, e, nonostante le continue e infinite tragedie ambientali e sanitarie, il barlume di speranza arriva proprio dalle persone.

Nella notte tra sabato 31 maggio e domenica primo di giugno, sono accaduti casualmente contemporaneamente due fatti che cambieranno la storia dei rispettivi settori.

SpaceX è riuscita a lanciare, spinto da un Falcon, un Dragon oltre l’atmosfera celeste della Terra con a bordo un equipaggio: il primo equipaggio Americano sul suolo Americano dall’8 luglio 2011.

L’America era stata costretta per anni, assieme agli Europei, ad “affittare” la Soyuz, più brutta, tecnologica più arretrata (all’apparenza), più scomoda (all’evidenza delle foto), più economica, ma decisamente più efficace, soprattutto per la protezione degli astronauti, dalla Russia. Insomma sembrava di assistere alla silenziosa, resiliente e fredda vendetta del comunismo sul liberismo: un colpo di coda rosso a ricordare che forse la guerra fredda non era finita come si pensava.

SpaceX, nel perimetro di un’alleanza strategica pubblico-privata, ha ridato orgoglio ad un Paese, ha dimostrato che i privati possono innovare in modo più radicale e conveniente del pubblico, ricordandoci uno dei tre principi del capitalismo volto al progresso: l’accountability, ovvero la necessità del privato di ricordasi, in termini di responsabilità e ricompensa verso il pubblico, di esistere proprio grazie all’esistenza di un ecosistema creato e supportato dal pubblico in primis.

Per un attimo è sembrato che la citazione di Bill Gates, secondo il quale il ruolo del settore privato, oggi, è ardire, in termini di capitali di rischio, lì dove quel rischio non è giustificato per il pubblico (perché impossibile o non suggeribile, soprattutto in un momento come questo dove politica e società devono ritrovare principi come egualitarismo e fraternità), fosse stata proprio ispirata da Elon Musk.

Nel mentre veniva compiuta tale impresa che rimarrà agli annali della storia dell’esplorazione spaziale, in Italia accadeva qualcosa di economicamente meno voluminoso, ma, forse, altrettanto significativo per il rilancio del Paese e dell’Europa tutta.

64 GreenVestor ricevevano i primi frutti di una scelta maturata qualche mese prima: allocare dei propri capitali in un progetto 100% green, nel settore dell’efficienza energetica, sulla piattaforma italiana degli investimenti sostenibili ener2crowd.com.

Era il primo passo, parliamo di cifre ancora piccole per il settore, dato che ad oggi, anche se in un periodo complesso come quello dell’emergenza sanitaria appena attraversato ed ancora non terminato, sono stati raccolti circa 400.000€, ma ciò che conta è il ritmo di crescita, la risposta delle persone, la loro frenetica partecipazione, il segnale che possono dare, la testimonianza che possono portare.

La green economy è un’opportunità trasparente, accessibile e profittevole. Ma è anche ciò che salverà l’Italia, l’Europa e l’euro, e non secondo me, ma secondo il premio Nobel del 2001 Joseph Stieglitz, uno dei più euroscettici a dirla tutta.

E se o oggi lo è, è grazie ad Ener2crowd. Lo è grazie ai soci che la hanno sostenuta ed alle aziende che la hanno scelta. Lo è grazie a quelle 1.600 persone che si sono registrate ed alle centinaia che hanno già investito.

Ed è un’opportunità più unica che rara perché, a differenza di quasi tutto quello che ha popolato la storia del mercato e della crescita economica, è in grado di costruire un futuro migliore per le generazioni a seguire.

Un vero smacco alla “fossil fuel society” che un grande industriale, di cui ho ogni tanto l’opportunità di ascoltare qualche parola, ha definito uno “stranded asset”: un valore prematuramente sgretolatosi tra le nostre mani, perché era solo un perpetuo oscillare tra comodità e difficoltà.

Ma questa non è un missione banale, e non è mai stato un risultato facile da raggiungere. Il Climate Change ce lo ricorda, certo. L’incertezza sopraggiunta che ha mostrato la fragilità del nostro presente, anche. E poi ci sono le parole e gli appelli di uomini politici, i quali continuano a sostenere che l’unica via per una piena transizione energetica verso la sostenibilità è il coinvolgimento di ogni persona, di ciascuno di noi. E le dichiarazioni e gli scritti di tecnici dell’economia, come l’ex Governatore della Banca di Inghilterra Mark Carney, secondo cui la strade da seguire nel riconfigurare il mondo ed il mercato è “creare la possibilità di un pianeta a misura della vita dei nostri nipoti”.

Ma, soprattutto, le sempre più donne e uomini coscienti degli errori alla base delle scelte del passato, e dei problemi che queste scelte hanno causato. Spaventati dalla possibilità di divenire la prima società – più o meno – coscientemente avviata alla propria lenta estinzione (cosa che era già da prima molto probabile visto che a quasi tutte le specie a noi più vicine e simili è già capitata la stessa sorte, oltre che alle grandi civiltà che ci hanno preceduti).

Data la realtà che ci circonda, sì, ritengo che quanto accaduto nel momento in cui sono stati distribuiti i primi benefici economici di un investimento green sia davvero un fatto epocale.

La verità è che da oggi, attraverso la collaborazione del settore dell’imprenditoria con le persone, attraverso la “circolarizzazione” della visione della dimensione del business, attraverso la condivisione degli enormi benefici economici ed ambientali che la green economy è in grado di produrre, è possibile pensare ad un’economia sostenibile ed in grado di supportare il progresso delle condizioni di vita e sociali delle persone. Grazie alle persone.

Chi ha protestato in piazza, o si è anche solo moralmente unito alle manifestazioni per un futuro migliore, con meno inquinamento, con più rispetto per l’ambiente, per la natura – la nostra casa -, non è e non sarà più solo quando la sera rientrerà ancora scosso dai brividi per aver urlato o pensato di urlare il proprio sdegno, chiedendo ciò che è giusto.

Oggi quei capitali che ci sono sempre stati diversi passi avanti nel cogliere i benefici economici, o che ci hanno tenuto diversi passi indietro nell’orientamento delle decisioni globali, sono al nostro stesso livello. Noi possiamo essere al loro stesso livello: possiamo decidere di investire e guadagnare costruendo un futuro migliore per noi e per tutti.

E’ questo il piccolo miracolo del GreenVesting: potere di scelta alle persone. Non potranno più distrarci, non potranno più coglierci impreparati.

La libertà è quella di fare ciò che si deve, e questa libertà, che oggi si colora di verde, ci da il potere di fare ciò che è giusto, guadagnandoci. Finalmente, prima di tutti gli altri.

Nato nel 1983, ha studiato Ingegneria Meccanica presso l’Università Roma TRE. Appassionato di filosofia antica, moderna e contemporanea, ha iniziato da subito a lavorare nel mondo del marketing sportivo e della sostenibilità ambientale. La sua esperienza più recente, circa 6 anni, si costruisce nel mondo dell’energia, lavorando per una società di efficienza energetica alla direzione marketing e strategia ed effettuando diverse missioni internazionali. Una vita professionale dedicata al marketing strategico ed allo sviluppo di soluzioni di performance marketing. Nel 2017 co-fonda una società di consulenza per la comunicazione e la finanza aziendale (BAngel.it) il cui aspetto vincente è un approccio allo studio dell’innovazione e della strategia basato su una naturale inclinazione per il “lateral and critical thinking”: profonda comprensione della realtà, delle sue molteplici possibilità di percezione attraverso la stratigrafia sociale e delle conseguenti frustrazioni comportamentali ed aspirazionali, per individuare e delineare il panorama futuro. A fine del 2018 co-fonda Ener2Crowd, prima piattaforma di lending crowdfunding energetico e green in Italia: in meno di 12 mesi, con un aumento di capitale “pre-seed”, assieme ad un team coeso e dalle capacità variegate e complementari, oggi è un’azienda perfettamente funzionante e già a mercato, potendosi così definire un startup miracolo il cui obiettivo non è sola crescita del valore economico - il suo valore è già quadruplicato nel 2019 e potrebbe divenire una delle startup Italiane più importanti dei prossimi tre anni -, ma la produzione di una più ampia spinta al progresso della società globale attraverso la partecipazione diffusa e remunerata alla transizione energetica.

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