Connect with us

Green Economy

Storia di Jeff Bezos: il miliardario che punta tutto sull’ambiente

ener2crowd

Published

on

storia jeff bezos

Storia di Jeff Bezos: il miliardario che punta tutto sull’ambiente

 La storia di Jeff Bezos sembra uscita dai tipici racconti dell'”american dream”, dove tutto è possibile, se ci credi veramente.

La notizia di un Fondo da 10 miliardi per combattere il Climate Change, ha riportato Jeff Bezos al centro della cronaca. Il fondatore di Amazon ha infatti intrapreso da tempo la via verso la sostenibilità abbracciando la Green Economy, non solo sotto il profilo della riconversione aziendale e dei suoi processi ma anche e soprattutto dal punto di vista imprenditoriale con ingenti investimenti dirottati verso progetti e attività collegate eco friendly.

Ma prima di diventare uno degli uomini più ricchi del mondo e guardare il suo futuro sotto un’ottica etico ambientale, la storia di  Jeff Bezos è passata attraverso varie fasi della sua vita che, come da lui stesso affermato, hanno contribuito fortemente alla persona che è oggi.

Nato in Nuovo Messico nel 1964, cresce con la madre e il padre adottivo di origini cubane, ma la figura di riferimento della sua adolescenza è stata quella del nonno texano che fino ai 16 anni lo ospita nel suo ranch nel quale impara i lavori da fattoria, come riparare i mulini o castrare i tori. A 5 anni, l’uomo sulla Luna segna la sua esistenza e lo porta a desiderare una carriera da imprenditore aerospaziale. E infatti nel 2000 fonda la Blue Origin, una società che poco tempo dopo sarà in grado di lanciare il primo razzo riutilizzabile.

Durante il periodo della sua giovinezza, Jeff Bezos fa lavori di ogni tipo, anche cameriere di McDonald’s, ma nel suo destino c’è l’imprenditoria. Con la sua fidanzata dell’epoca crea il “Dream Institute”, un camp dedicato ai ragazzi e allo sviluppo del pensiero creativo.

storia jeff bezos

Si diploma e si laurea con specializzazione in informatica presso la prestigiosa Università di Princeton, rifiutando offerte di lavoro da giganti dell’informatica per continuare a coltivare il sogno di mettersi in proprio. Ci prova lanciando una start up che invia notizie tramite fax, ma l’impresa non decolla per mancanza di finanziatori. Si “accontenta” quindi di un posto fisso presso D.E. Shaw, un hedge fund, e in quattro anni diventa vice presidente senior. Ma la sua vocazione imprenditoriale lo porta sempre a pensare a un futuro diverso. Nel 1994, dopo aver appreso della crescita di internet del 2300% in un anno, capisce che è lì che deve puntare forte. Da una lista di 20 prodotti da vendere online, sceglie i libri, iniziando così la fase embrionale del progetto Amazon.

Malgrado lo scoraggiamento profuso da parte del suo capo che, pur apprezzando l’idea, ritiene il lavoro di Jeff troppo importante e prestigioso per essere abbandonato, Bezos abbandona la sua carica e si trasferisce con la moglie a Seattle per fondare questa società che vuole vendere libri su internet. Il nome scelto inizialmente è Cadabra, prendendo spunto dalla nota parola associata alla magia, abracadabra, ma il suo avvocato gli consiglia di cambiarlo in quanto per assonanza assomiglia alla parola “cadaver”, che significa cadavere, non certo di buon augurio.

Alla fine sceglie Amazon ma le ragioni non sono del tutto note, c’è chi dice per richiamare il Rio delle Amazzoni, il fiume più lungo del mondo, per esplicitare l’intenzione di diventare la società più grande al mondo. C’è chi dice, invece, per motivi tecnici in quanto all’epoca i motori di ricerca si indicizzavano secondo l’ordine alfabetico. Ad ogni modo, nel 1994, registra l’url Amazon.com, con sede in un garage e una libreria di quartiere come luogo per le riunioni.

storia jeff bezos

Dopo solo un mese, Amazon vende in tutti i 50 stati americani e in 45 nazioni estere. Il campanello programmato inizialmente per suonare a ogni vendita effettuate viene definitivamente scollegato per evitare il continuo trillare. Dopo tre anni, nel 1997, Amazon viene quotata in borsa, riuscendo anche a resistere allo scoppio della bolla del dotcom di fine millennio, malgrado le previsioni degli analisti.

Il resto è storia: negli anni Amazon ha aperto la sua vendita a ogni tipo di prodotto, creando anche tecnologie proprie come il Kindle e Amazon Prime. Bezos diventa l’uomo più ricco al mondo con un patrimonio stimato di oltre 114 miliardi di dollari. Nel 2013 acquisisce anche il Washington Post, il noto quotidiano statunitense e nel 2017 la catena alimentare Whole Foods. Nel 2018 Amazon diventa la prima società dopo Apple a raggiungere una valutazione di un trilione di dollari.

Ma la storia di Jeff Bezos non è stato solo un escalation di successi, anzi. Molti sono stati i fallimenti durante la sua carriera da imprenditore, ma lui ha sempre reagito bene, tenendo a mente la sua visione in modo molto chiaro: “Chi fa una scommessa sul futuro in maniera coraggiosa, chi sperimenta, non sa mai in anticipo se funzionerà. Gli esperimenti sono per loro stessa natura inclini al fallimento. Ma anche pochi, grandi successi, possono compensare dozzine e dozzine di attività che sono andate male”.

Oggi, come dicevamo all’inizio, ha capito che affinché si possa pensare al futuro è necessario che il futuro abbia modo di esistere. E in quest’ottica, diventa fondamentale la salvaguardia del pianeta e una visione sostenibile dell’imprenditoria. Per questo sta impegnando tutto se stesso nello sviluppo di nuovi paradigmi aziendali rispettosi dell’ambiente e al finanziamento di progetti green.

E se per diventare l’uomo più ricco del mondo devi essere necessariamente Jeff Bezos, per rispettare l’ambiente, pensare green e sfruttare il potenziale economico della sostenibilità serve molto meno. Una visione positiva e il saper cogliere le opportunità di questa trasformazione che già è in atto.

Facebook

Da non perdere

Tag

Copyright © 2019 Ener2Crowd | info@ener2crowd.com | Tel +39 351 8812284 | WEB + GRAPHIC DESIGN by Why Not Communication