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Green Economy

Green New Deal: il piano dell’UE per la sostenibilità

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Green New Deal: il piano dell’UE per la sostenibilità

La crescente sensibilità verso i temi ambientali ha spinto anche i Governi a rivedere la loro agenda politica mettendo al centro del dibattito il cambiamento climatico e la green economy. In questo senso, una leva che ricoprirà un ruolo centrale per la crescita di un’economia sostenibile è rappresentata senza dubbio dal Green New Deal, il piano ambientale promosso dalla Unione Europea sostenuto dal nuovo Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen. Con questa nuova strategia la UE ha come obiettivo la famosa transizione energetica grazie alla messa in opera di progetti e piani eco sostenibili.

Il fondo destinato al cambiamento è di circa 7,5 miliardi di euro di cui 360 milioni saranno destinati all’Italia (che ne verserà 900 milioni) per il raggiungimento degli obiettivi che il Green New Deal si è posto tra cui, il più rilevante, è quello di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 55% entro il 2030.

Per conseguire gli obiettivi, la Commissione Europea ha enunciato alcuni interventi strategici.

Primo tra tutti, una normativa che preveda l’azzeramento delle emissioni nette di GES entro il 2050, contemplando la possibilità degli Stati membri di poter intraprendere percorsi diversi a seconda della situazione da cui partono per la trasformazione.

Altro punto fondamentale riguarda la decarbonizzazione energetica attraverso la riconversione degli impianti e lo stimolo di un mercato energetico a emissioni zero. Per ottenere ciò, si è premuto molto sull’abrogazione del sistema di sovvenzioni per i combustibili fossili sia a livello Europeo che nazionale. In questo senso il trend più che positivo delle rinnovabili fa ben sperare per il futuro.

green new deal

Cos’è il Green New Deal?

D’altra parte, invece, la Commissione ha evidenziato la necessità di introdurre incentivi e finanziamenti all’industria e alle PMI affinché vengano sviluppate e integrate innovazioni tecnologiche per la sostenibilità e nuovi modelli d’impresa. In questo senso grande importanza è ricoperta dalla formazione del personale e la sua transizione verso nuove posizioni lavorative che proprio la green economy sta stimolando, oltre al consolidamento dell’economia circolare con l’utilizzo di materiali riciclabili e a base biologica. In questo quadro, verranno rafforzate anche le sanzioni per i trasgressori fossero essi imprenditori o stati nazionali.

Anche la mobilità sostenibile avrà un ruolo da protagonista, con l’incentivo a connettere i paesi d’Europa attraverso una linea ferroviaria efficiente, non inquinante e che sia in grado di garantire un servizio eccellente a costi contenuti e stimolare gli spostamenti con i treni rispetto ai viaggi in aereo, certamente più inquinanti.

Per quel che concerne il settore agricolo e alimentare, viene sottolineata l’importanza di una politica alimentare sostenibile che possa premiare gli agricoltori che rispettano le norme ambientali e la salute degli animali oltre a salvaguardare la biodiversità e garantire al consumatore una filiera trasparente, di alta qualità e accessibile, contemplando allo stesso tempo un tenore di vita dignitoso per i lavoratori del settore primario. In questo senso viene indicata con forza la necessità di ridurre la dipendenza da pesticidi, gli sprechi alimentari da parte dei consumatori finali e le frodi.

Per migliorare la nostra vita e quella del Pianeta, il Green New Deal propone una battaglia serrata contro l’inquinamento, in primis realizzabile contrastando la deforestazione e rafforzando i controlli sullo stato di salute dell’aria, dell’acqua e del suolo e prevenire eventuali minacce. Per questo, è richiesta la rimozione di alcune lacune normative vigenti sull’uso di sostanze chimiche pericolose ed inquinanti tenendo conto degli allarmi lanciati dall’OMS in tema di salute della persona e del degrado ambientale.

Il raggiungimento di tutti gli obiettivi del Green New Deal passa inevitabilmente per un consolidamento della coscienza collettiva che è infatti essere riassunto nel principio basilare racchiuso in tutto il documento, “Non nuocere”, che deve accompagnare ogni azione che intraprenderanno gli Stati aderenti. Solo in questo modo potremmo conseguire quel cambiamento che non può più essere rimandato, per le nostra salute e quella del mondo che abitiamo.

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